Con i suoi inconfondibili capelli lunghi ed il suo look indie, il cantante Carlos Sadness (@carlossadness) ci ha aperto le porte di House Papaya, la sua casa. Abbiamo parlato con lui per saperne di più sul suo universo di frutti tropicali e misticismo.

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Con 4 album pubblicati, un'enorme community di follower sui social network, concerti, collaborazioni, viaggi... Quando hai tempo per goderti la tua casa?

Ho tempo per godermi la casa perché, anche se viaggio molto e devo uscire quasi tutti i weekend, c'è un'intera parte del lavoro creativo che mi porta a dover restare a casa e godermela. Ed è molto più di quanto abbiano effettivamente altri lavori.

Da dove viene il nome House Papaya e perché hai chiamato così la tua casa?

La casa si chiama House Papaya perché ho una canzone chiamata "Amor Papaya" che potrebbe non essere la più conosciuta, ma è molto iconica. Le persone che mi ascoltano e mi seguono mi associano molto a questo frutto. Quasi ogni giorno ascolto storie da persone che vanno al supermercato, vedono una papaya e mi taggano in una foto o in una storia. Volevo che, se avessi condiviso le cose della casa sui social network, lo avrebbero collegato a qualcosa di mio, e la papaya mi è servita più per il nome che per l'ispirazione, perché poi penso che la casa non é così tropicale come la papaya stessa.

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Perché una casa sia la tua casa, qual è l'essenziale che deve avere?

Perché una casa sia la mia casa, deve avere cose con cui mi identifico e che fanno parte di me. Cose che porto con me dai miei viaggi, come alcune maschere che ho in studio, come i vinili di mio padre o i quadri che ho visto nella mia immaginazione quando ero piccolo, come Rousseau o Hockney. Piccole cose che ogni volta che guardo da una parte o dall'altra le trovo e identifico chiaramente che sono nel mio territorio.

Parlaci un po' della località che hai scelto.

Questa casa si trova nella parte alta di Barcellona, ​​quasi arrivando al Tibidabo ed è una zona che sin da piccolo ha attirato la mia attenzione, perché una volta sono venuto con i miei genitori ed è stata come una super escursione. All'improvviso odorava di pini e si vedeva Barcellona, l'ho sempre adorata e infatti una volta quando ero adolescente ho fatto un sogno in cui vivevo in una casa ed ero in questa zona. Quindi, quando ho trovato una ragione per stare qui, mi sono subito collegato a quelle esperienze da bambino e da adolescente. Avevo visto tante case e ogni volta che venivo a vederne una, dalle foto alla realtà era una piccola delusione, mentre per questa era molto diverso, all'improvviso ho pensato: “wow! Mi vedo vivere qui”.

Parlaci un po' del progetto di interior design della casa.

Una delle cose che mi interessava di più era il tema della luce naturale e dato che lavoro molto a casa, mi piace vedere come evolve il giorno. Ricordo che prima ero chiuso in una stanza e improvisamente dopo potevo passare ore lavorando e non mi rendevo conto di cosa fosse successo alla luce solare. Ed era qualcosa che mi mancava molto e per me era davvero importante che gran parte della casa avesse luce, che respirasse molto della vista di questi panorami, perché volevo che avesse quell’ispirazione per la quale il tuo sguardo va ben oltre la casa, anche se stai lavorando.

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Come hai voluto esprimere la tua personalità attraverso il design degli interni della tua casa?

La mia personalità si troverà pian piano. Ora la casa è nuovissima e ci sono poche cose ed alcuni elementi come i vinili che erano nella casa dei miei genitori o i quadri che mi sono piaciuti per tutta la vita, o le maschere che ho portato dall'America Latina, che devo mettere. Penso che quei piccoli dettagli che troverò in giro per casa siano quelli che mi collegheranno alle esperienze vissute, che renderanno la casa più mia con il passare del tempo.

Come definiresti lo stile della tua casa?

È un po' difficile per me definire lo stile della casa, perché non mi piace che abbia uno stile chiaramente catalogato. Mi piace incrociare cose di tutti gli stili che mi piacciono. La casa è stata costruita negli anni '50 - '60, quindi mi è piaciuto che ci fosse quel tocco di metà secolo in alcuni mobili e in alcuni dipinti che ho scelto di David Hockney che coincidono anche con l'ispirazione di quel tempo. Poi ci sono cose che sono forse un po' più rustiche, un po' più artistiche, o quel vecchio stile di design simile al Bauhaus. Ho intenzione di combinare pezzi che mi piacciono e che penso si adatteranno adeguatamente all’ambiente.

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Quanto è importante lo spazio in cui ti trovi quando fai musica? Qual è l'essenziale che deve avere?

Penso che si possa fare musica ovunque. A volte mi vengono delle idee e sono sotto la doccia e non c'è davvero nessun panorama da nessuna parte. Ma è vero che più avanti nello sviluppo di quelle idee attribuisco grande importanza al poter guardare oltre la tua casa. Il tema degli scorci e della luce naturale conta molto per me, perché mi colloca direttamente in un ambiente oltre le quattro mura in cui componi con la tua fantasia.

La tua musica trasmette buone vibrazioni ed è piena di vita. Come hai espresso questi valori attraverso la decorazione?

Mettere in relazione in qualche modo lo stile della mia musica con la mia casa è difficile, perché non voglio riempire la mia casa con le mie cose o i miei dischi per ritrovarmi ovunque, per quello bastano gli specchi. Peró sí che troviamo in qualche modo quella gamma cromatica che immagino sia nelle canzoni e nei videoclip, forse in un modo più neutro, per non vivere nemmeno in un mondo eccessivamente colorato. Cerco quella vita e quel punto artistico che l'estetica dei miei dischi e dei miei videoclip hanno in casa soprattutto attraverso le piante, anche nella parte pittorica dei quadri, con piccoli elementi la cui gamma cromatica ti porta nel tuo mondo artistico.

Che musica suona a casa, Carlos Sadness?

Qui soprattutto molta musica bossa nova. Bossa nova, in vecchio stile João Gilberto, queste canzoni da Ipanema, questo quartiere del Brasile. Mi piace la musica di ambiente, che si ascolta in sottofondo. E poi dipende da cosa sta facendo, per esempio se sto pulendo, ascolto qualcosa di più aggressivo, più forte. Ma in generale molta bossa nova.

Quando hai ospiti, cosa ti piace che trasmetta la tua casa? Quali sensazioni vuoi che sentano?

Quando ho ospiti mi piace che si colleghino a quelle cose di cui abbiamo parlato, perchè le sento molto mie. Soprattutto ció che porto con me dai viaggi, e non voglio risultare pesante con questo aspetto, ma che in qualche modo lo esprime cosi come quando all'improvviso troviamo una foto che abbiamo scattato con questo amico o questo altro musicista che mi ha accompagnato in Ecuador ed abbiamo fatto una foto insieme in un'auto d'epoca in una strada. Averla là esposta e fargli ritrovare quel ricordo che condivide con me è qualcosa che mi piace.

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Quale zona della casa è il tuo luogo di vita e di ispirazione?

Una zona della casa che per me è il luogo più stimolante e vivo è il soggiorno. È molto aperto, ha un corridoio ed un ingresso, quindi sono un po' obbligato a renderlo il luogo dove vivo di più, perché è quello che racchiude più attività. L'idea che volevo con la casa è che si potesse trovare un modo per sviluppare un'idea o un'ispirazione in qualsiasi angolo. Trovo molto interessante che tu possa stare in cucina e se trovi subito un'idea che ti piace, puoi metterti al lavoro e sentirti a tuo agio. Molte volte cambiare quello che stai facendo in quel momento rompe un po' l'idea principale e credo molto nell'istinto delle idee quando nascono. Mi piace poterle sviluppare dove appaiono.

In quale spazio della tua casa ti potremo trovare tranquillo e al sicuro?

A letto dormendo. No, no… mi piace molto il soggiorno per via della vista su Barcellona, ​​ma c'è anche un giardino con uno spazio dove voglio mettere un'amaca e sarà sicuramente un buon posto per incontrarci.

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Cosa ti è piaciuto di più di Kave Home?

Mi è piaciuto molto il fatto che Kave Home non fosse sposato con nessuno stile. Ha una sua personalità che gioca tra un trend moderno e allo stesso tempo artistico e colorato che ho subito “legato” a me.

Qual è il tuo mobile Kave Home preferito?

Il mio mobile preferito di Kave Home è il Delsie. Ha quell'incrocio tra stili di metà secolo, ma allo stesso tempo organico, naturale e di design. Soprattutto mi piace come gioca con la luce, perché ha forme che entrano ed escono, durante il giorno, e la luce che dà cambia un po' la sua l'atmosfera. E quando le persone vengono a casa mia, sono dello stesso parere.

Se anche tu vuoi copiare l'aspetto di House Papaya, scopri questa selezione di mobili e decorazioni di Kave Home.

Martedì 20 Luglio 2021 08:00